Dare i numeri con la farina

Gli italiani sono spesso con le “mani in pasta” e anche se questo potrebbe essere fraintendibile, questa volta si parla di pane, pizza, pasta fresca e dolci! Chi non si è mai messo alla prova? Almeno una volta di sicuro! In quel momento tutto quello che abbiamo sentito e visto fare entra in gioco e cominciamo con fare la spesa! Si compra farina, lievito, zucchero, uova…etc..

STOP un secondo! Torniamo indietro. Ho scritto farina. Vi siete mai chiesti se la farina di grano è tutta uguale? Semola, rimacinata, 0, 00, 1, 2…tre stella! Insomma ce ne sono così tante in commercio che è difficile sapere cosa scegliere. Se credete che quei numeri non abbiano un gran significato vi sbagliate e dopo questo articolo forse sarete più confusi che felici. Cosa comprare non è importante solo per la riuscita della ricetta, anche per la buona salute.

Intanto distinguiamo il grano tenero dal grano duro e in ordine ecco cosa significano quei numeri.

Farina 00: è la più raffinata e la meno ricca a livello nutrizionale poiché è ottenuta macinando il chicco di grano da cui si eliminano le parti migliori. Il germe (ricco di vitamine, sali minerali e aminoacidi) e la crusca (ricca di fibre). Rimane solo l’amido, ovvero una polvere biancastra ricca di zuccheri! Da evitare ma che va bene per la preparazione di dolci, creme o pastelle.

Farina 0: farina un po’ meno raffinata della precedente ma che ugualmente ha perso gran parte dei suoi principi nutritivi, contiene comunque una piccola percentuale di crusca. Si può usare per pane, pizza, focacce, pastelle, gnocchi. Ha una buona percentuale di glutine ciò che garantisce un risultato soffice e morbido.

Farina 1: meno raffinata delle due precedenti, possiede una percentuale maggiore di crusca. Adatta per pane e pizza, presenta un colore giallastro per la percentuale di crusca.

Farina 2: che è semi-integrale. Più facile da lavorare e un buon compromesso per chi non ha ancora fatto il passo finale. Adatta per pane e pizza.

Farina integrale: la migliore in assoluto, soprattutto se macinata a pietra, perché lavorata senza subire surriscaldamento. Questa la vera farina, quella che si utilizzava anticamente. La farina integrale contiene tutte le parti del chicco ed è per questo un alimento completo.

Dalla macinazione del grano duro poi abbiamo:

Semola integrale di grano duro Senatore Cappelli: Idonea per gli ipersensibili al frumento ed anche per i lievi intolleranti al glutine da macinazione (senza passaggi) con molino a macina di pietra. Consigliabile per impasti lievitati o da forno in generale.

Semola di grano duro: ha un colore giallo intenso è di granulosità più grossolana, ideale per la produzione della pasta fresca perché conserva grande sapidità e profumi, inoltre, risulta molto più facilmente digeribile. Non adatta a preparare impasti lievitati per la difficoltà a lievitare.

Semola rimacinata di grano duro:  ha un colore più chiaro rispetto alla semola ed è ideale per pizze, focacce ed altri lievitati. Si può usare anche per la pasta ma si otterrà un prodotto meno consistente che si “spappola” poichè non tiene bene la cottura. Più difficile da digerire con meno profumi e sapore.

A questo punto se vi state chiedendo: “che cavolo ho comprato fino adesso?” Non siete i soli! E’ evidente che le farine più lavorate siano le meno “buone”.  Vale la pena  diversificare i consumi e introdurre per alcune preparazioni semplici come creme, pastelle, budini, biscotti altre farine. Farina di riso, di altri cereali e frutta secca possono essere una buona alternativa!

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